• EULAR (European League Against Rheumatism): gestione della fase precoce dell’artrite.

    artriteLa European League Against Rheumatism (EULAR) aveva costituito un Comitato di Esperti, tra cui 20 reumatologi, due pazienti e un operatore sanitario, di 12 Paesi europei.

    Sulla base dei dati di letteratura, il Comitato ha fatto le seguenti 12 raccomandazioni (aggiornamento alle raccomandazioni del 2007):

    1) I pazienti che presentano qualsiasi gonfiore associato a dolore o rigidità devono essere inviati a un reumatologo entro 6 settimane dalla comparsa;

    2) Per il rilevamento dell’artrite, il metodo di scelta è rappresentato dall’esame clinico e l’ecografia può essere utilizzata per la conferma;

    3) Se la diagnosi definitiva non può essere raggiunta e il paziente ha una precoce artrite indifferenziata, i medici dovrebbero prendere in considerazione i fattori di rischio per la malattia persistente o erosiva, che comprendono gonfiore delle articolazioni, reattanti di fase acuta, fattore reumatoide, anticorpi contro le proteine citrullinate e i risultati di imaging;

    4) I pazienti a rischio per l’artrite persistente dovrebbero essere avviati a farmaci antireumatici modificanti la malattia (DMARD) il più presto possibile, idealmente entro 3 mesi, anche se non soddisfano i criteri per una malattia reumatica infiammatoria;

    5) Salvo controindicazioni, il Metotressato dovrebbe essere parte della prima strategia di trattamento nei pazienti a rischio di malattia persistente;

    6) I FANS (farmaci antinfiammatori non-steroidei) devono essere impiegati alla dose minima efficace per il minor tempo possibile dopo valutazione dei rischi gastrointestinali, renali e cardiovascolari;

    7) I glucocorticoidi sistemici devono essere utilizzati alla dose più bassa necessaria come trattamento aggiuntivo temporaneo, inferiore a 6 mesi, e dovrebbero essere considerate le iniezioni intra-articolari di glucocorticoidi per il sollievo dei sintomi della infiammazione locale;

    8) La remissione è l’obiettivo primario del trattamento con DMARD, che dovrebbe essere guidato da un monitoraggio regolare dell’attività di malattia, degli eventi avversi e delle patologie concomitanti;

    9) Il monitoraggio dell’attività di malattia dovrebbe avvenire a intervalli di 1-3 mesi fino al raggiungimento dell’obiettivo terapeutico e dovrebbe includere la conta delle articolazioni tumefatte e dolenti, le valutazioni globali del paziente e del medico, così come il tasso di sedimentazione degli eritrociti e la proteina C-reattiva, che possono essere accompagnate da misure di esito radiografico e di esito riferito dai pazienti, come ad esempio le valutazioni funzionali;

    10) Interventi non-farmacologici, come l’esercizio fisico dinamico e la terapia occupazionale, devono essere considerati come aggiuntivi al trattamento farmacologico;

    11) La cessazione dell’abitudine al fumo, le cure dentistiche, il controllo del peso corporeo, la valutazione dello stato vaccinale e la gestione delle comorbidità dovrebbero essere parte della cura complessiva;

    12) I programmi educativi per far fronte al dolore e alla disabilità, il mantenimento della capacità lavorativa e la partecipazione sociale possono essere utilizzati come interventi ausiliari. 

    Fonte: Annals of the Rheumatic Diseases, 2016

    Reuma2016